TIPI DI PSICOTERAPIA PRATICATI:

- Psicoterapia ipnotica neo-Ericksoniana

La psicoterapia ericksoniana è una forma di psicoterapia che deriva dal lavoro clinico di Milton H. Erickson, e che basa una parte significativa della sua operatività sull’uso di specifiche tecniche ipnotiche.
L’ipnosi è un metodo che viene utilizzato anche in altre psicoterapie.
L’ipnoterapia ericksoniana, o psicoterapia ericksoniana, viene definita anche come “psicoterapia breve” (si deve proprio a Erickson il primo uso di questa locuzione).
Si basa su alcuni assunti teorici:
- Il paziente è un individuo unico, e pertanto unico sarà l’approccio utilizzato per curare il paziente (tailoring).
- L’inconscio di ciascun individuo è pieno di risorse per risolvere i problemi del vivere quotidiano; le persone sono considerate capaci di autoguarirsi e autocorreggersi, se riescono a sfruttarle.
- Qualche individuo ha bisogno di aiuto per risolvere i propri problemi e guarire dai propri sintomi; per poterlo fare, qualche volta una persona deve prima imparare delle nuove abilità, o deve orientare la propria attenzione verso nuovi modi di vedere le cose o di pensarvi.
- I sintomi ed i problemi comportamentali sono frutto di un’inadeguata relazione tra mente conscia e mente inconscia.
- L’attività psicoterapeutica dell’ericksoniano è principalmente orientata alla risoluzione dei sintomi o dei problemi comportamentali portati nel setting dal paziente.

- Biofeedback

Il biofeedback (tradotto dall’inglese: retroazione biologica), chiamato anche biofeedback training, è un metodo terapeutico che riguarda la psicoterapia. Esso è basato sulla teoria comportamentista ed aiuta il paziente a prendere controllo del suo comportamento.
L’organismo umano interagisce continuamente con l’ambiente esterno attraverso l’elaborazione di un comportamento adattativo. Questo è il risultato di processi ciclici che si possono equiparare a sistemi di controllo interagenti e legati tra di loro. I comportamenti adattativi sono dei meccanismi di autoregolazione che avvengono spesso automaticamente e non interagiscono con il campo di coscienza della persona. Alcuni di questi meccanismi sono regolati dai sistemi neurovegetativo, endocrino ed immunitario. A volte l’indipendenza di questi processi dalla coscienza può mancare: ad esempio, dopo una corsa si può percepire il cuore battere più forte, oppure se un organo ha un problema si può percepire dolore. Quando la persona percepisce questi segnali può agire per modificarli, formando un sistema elementare di biofeedback. Il biofeedback è l’applicazione di queste osservazioni con le tecnologie opportune. Questo metodo terapeutico coinvolge nel suo funzionamento tre discipline diverse: psicologia, fisiologia ed elettronica.
Con il biofeedback, una certa funzione corporea come la tensione muscolare o la temperatura cutanea viene monitorata con l’uso di elettrodi o di trasduttori applicati sulla pelle del paziente. I segnali captati vengono amplificati ed usati per gestire segnali acustici o visivi. Il paziente può così adottare strategie di controllo per imparare a controllare volontariamente la funzione monitorata.

- E.M.D.R.

L’acronimo inglese EMDR significa: Desensibibilizzazione  e Rielaborazione attraverso i Movimenti Oculari. E’ un metodo psicoterapico elettivo per il trattamento di disturbi postraumatici attuali da stress, come: calamità naturali, incidenti stradali, lutti, aggressioni, rapine, ecc.. Ma viene applicato con successo anche per disagi dovuti ad eventi traumatizzanti accaduti nell’infanzia, per l’ansia e per il miglioramento delle abilità.  

- Somministrazione Tests per la valutazione del profilo personologico

I Test di Personalità sono strumenti di misurazione che si propongono di definire il profilo della personalità del soggetto che vi si sottopone. Possono misurare un solo aspetto della personalità (test “monofasici”) o più dimensioni contemporaneamente (test “multifasici”). Il grado di attendibilità e di validità di questi stumenti è stabilito attraverso tecniche di valutazione standardizzata ed è indicato solitamente nel manuale del test stesso. Più complessa risulta la validazione dei test proiettivi.
I test obiettivi più noti sono per lo più di origine statunitense. Sono noti anche come test strutturati, in quanto sono caratterizzati dal fatto che al soggetto vengono presentati stimoli strutturati e univoci. Lo stimolo consiste in domande a risposta singola, multipla o, più frequentemente, il soggetto deve indicare il proprio grado di adesione secondo una gradazione in scala Likert. La obbiettività del test consiste nel fatto che l’assegnazione dei punteggi (siglatura o scoring) è stabilita nel manuale in modo rigido. L’interpretazione dei risultati, tuttavia, richiede la conoscenza delle dinamiche psicologiche e della teoria alla base del test, per cui la stesura del referto richiede abilità e contiene comunque un margine di arbitrarietà.
I test proiettivi si propongono di cogliere i processi spontanei del soggetto. Mentre i test obiettivi misurano la deviazione del soggetto rispetto alla media, i test proiettivi ne esplorano il vissuto psichico individuale. Al soggetto vengono sottoposte situazioni-stimolo ambigue (non strutturate o parzialmente strutturate) alle quali egli risponde in funzione del significato psicologico personale. I test proiettivi, quindi, consentono di delineare indirettamente la caratteristiche strutturali della vita psichica e delle dinamiche cognitive ed affettive del soggetto.